VENEZIA PARLA DI PACE

 

La pellicola Italiana di Ascanio Celestini, “La pecora Nera” assomiglia più ad un’inchiesta, forte, interessante, ammaliante come il suo regista-attore-narratore, che ci racconta la storia di Nicola che ha vissuto 35 anni in quello che lui definisce il "manicomio elettrico". Nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato negli anni Sessanta, "i favolosi anni Sessanta", e il mondo che lui vede dentro l'istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là fuori, un mondo sempre più vorace, dove l'unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura.

La critica sembra d’accordo nel sostenere che in quest’opera prima ci sia tanta sensibilità dell’autore e molti momenti di alta narrazione.

Altro film molto atteso : “Miral” tratto dal libro scritto nel 2003 dalla giornalista, Rula Jebreal, in Italia conosciuta per la conduzione del TG di La7.  Nel 1948, in una Gerusalemme consumata dalla Guerra, mentre si reca a lavoro, Hind Husseini incontra per la strada 55 bambini; sono degli orfani che vagano senza meta. Incapace di voltar loro le spalle Hind li porta a casa con sé, dove li sfama e gli offre rifugio. Nell'arco di alcuni mesi, il numero degli orfani aumenta sempre di più fino ad arrivare a 2000 bambini. Hind decide così di trasformare la sua casa nell'Istituto Al-Tifl Al-Arabi. In seguito, l'istituto diventa anche una scuola, creata allo scopo di offrire un'istruzione agli orfani e di fungere da simbolo di speranza per le ragazze vittime del conflitto Israelo-Palestinese.

Nonostante le tematiche forti ed interessanti, il film non convince, trama scontata e recitazione non entusiasmante!

Il regista Julian Shnabel, americano –ebreo, compagno di Rula,arabo –israelaina,  purtroppo non riesce ad emozionare e a trasmettere questi valori di pace e fratellanza che lui vorrebbe. Infatti ha dichiarato : "E' senza dubbio il mio film più personale, io sono ebreo, mia madre ha conosciuto la prigionia: proprio per questo avevo l'urgenza di raccontare la storia dal punto di vista opposto. Perché quando muore un bambino, che sia da una parte o dall'altra non ha importanza: l'ingiustizia è la stessa. E poi i valori che il padre di Rula le ha trasmesso, quelli di tolleranza, sono gli stessi che mi ha dato mia madre: segno che ci somigliamo più di quanto pensiamo".

Il film ha come protagonista la star indiana Frieda Pinto, diventata celebre con "Millionaire"; è prodotto dal tunisino Tarak Ben Ammar, uomo d'affari con molti agganci in Italia, insieme al francese Jerome Seydoux. Insomma, un mix di etnie e nazionalità che è di per sé un inno alla tolleranza.

Non c'è solo "Miral", oggi, ad accendere i riflettori sulla questione. Il tema è anche al centro di un bel film  -  canadese - di scena alla Giornate degli autori: si chiama "Incendies",  regia di Denis Villeneuve….

Buona fratellanza a tutti !

 

La Redazione Infoecasting


 
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